“In ogni azione dell’individuo è già previsto il suo scopo, il suo obiettivo, il suo risultato fin dall’inizio di ogni movimento e chi agisce ne è più o meno consapevole”

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Kurt Meinel descrisse, nella sua opera più importante del 1977, che: “In ogni azione dell’individuo è già previsto il suo scopo, il suo obiettivo, il suo risultato fin dall’inizio di ogni movimento e chi agisce ne è più o meno consapevole”

L’integrazione delle informazioni elaborate provenienti dall’ambiente, con le informazione dei movimenti automatizzati, già presenti nella memoria cinestesica (esperienza motoria), rappresentano la fonte primaria da cui scegliere il miglior programma d’azione (o di movimento) da effettuare secondo un personale schema ideo-motorio.Pëtr Kuzmič Anochin (1898 – 1974), fisiologo sovietico parla di un vero e proprio meccanismo chiave nello svolgimento dell’azione, che lui definisce “presa di decisione” e che rivela due processi fondamentali:

1) la formazione di un programma d’azione (allenamento ideomotorio) in cui l’atletariepiloga mentalmente il movimento richiamandolo alla sua coscienza.

2) l’anticipazione (o previsione) dei risultati delle azioni parziali e dell’intera azione che deve essere eseguita;

questi processi sono il confronto tra il compito richiesto e quello reale e che nellapratica sportiva sono noti con la definizione di: “anticipazione del movimento”.

Gli atleti esperti infatti, proprio per il fatto di avere affrontato innumerevoli volte una determinata situazione o altre abbastanza simili, possono concentrarsi maggiormente solo su quei segnali principali, evitando così di prendere in considerazione quelli superflui. In questo modo le loro scelte saranno molto più rapide e l’azione motoria avrà maggiori possibilità di successo,

Se l’individuo ha una carente esperienza motoria può accadere che non vi sia un progetto di movimento Spesso accade che alla risposta di una azione avviata dall’avversario, questa sia talmente veloce e rapida che non basterebbe la sola esperienza maturata su campo (sebbene oramai automatizzata) per prendere coscienza della situazione e rispondere adeguatamente.

E’ necessaria una azione meno consapevole (quella che si definisce motricità riflessa), che sappiamo essere nel nostro bagaglio motorio, ma che esce fuori solo nei momenti di “pericolo”, senza la nostra consapevolezza. Addirittura in quell’istante sembra che i nostri segmenti motori (arti inferiori o superiori) rispondano autonomamente angolando nella giusta direzione ed anticipando non solo il nostro pensiero ma colpendo la palla in maniera vincente.Pensiamo al Pugile che deve rispondere (coppia stimolo-risposta) ad pugno dellì avversario con una velocità di oltre 100km/h in uno spazio corto .

Maggiore sarà l’insieme degli eventi che un pugile è in grado di svariare e tanto più debole sarà la reazione di difesa (l’assumere una certa postura, invio di segnali espressivi, ecc.).

l’anticipazione del programma diventa una successione di movimenti acquisiti nel tempo e che sono il bagaglio motorio del pugile che utilizzerà per ridurre al massimo i tempi di risposta (capacità di reazione).

la parte relativa alle capacità condizionali della forza e della resistenza, dovranno comunque essere allenate nelle sedute di allenamento, perché coinvolte nel processo evolutivo di apprendimento dell’individuo e che contribuiscono in qualche misura, anche se indirettamente, a favorire l’anticipazione di pattern o programmi di movimento precostituiti (automatizzazione).

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