L’importanza della legge di Fitts pugilato

 

la legge di Fitts afferma che il tempo di movimento è funzione diretta della lunghezza del movimento, è funzione inversa della grandezza del bersaglio.

L’interpretazione della legge di Fitts si rifà ancora una volta alla capacità limitata dell’elaboratore centrale. Secondo Fitts, quando il movimento è reso più difficile a causa dell’aumento della sua lunghezza o della diminuzione dell’ampiezza del bersaglio da raggiungere, per la sua esecuzione si rende necessaria l’elaborazione di maggiore informazione. Poiché la quantità di informazione che può essere elaborata per unità di tempo è limitata e rimane quindi costante, il tempo necessario all’esecuzione del movimento si allunga, e questa è, schematicamente, la spiegazione che rende ragione del fatto che i movimenti più difficili richiedono tempi di esecuzione più lunghi.

L’importanza della legge di Fitts nel pugilato è alquanto evidente.

Prendiamo l’esempio di un pugile: a parità di distanza, un jab indirizzato al mento dell’avversario risulterà più lento di un pugno al busto a causa della minor ampiezza del bersaglio.

Sempre lo stesso pugile se per impedire che l’avversario eviti il colpo al mento potrebbe eseguire i due movimenti alla stessa velocità, ma in questo caso il colpo al mento perderà di precisione facendo aumentare la possibilità di fallimento.

Dato che la riuscita di ogni movimento è frutto di un bilanciamento tra la velocità e l’accuratezza di esecuzione,sarebbe sbagliato rallentare a tutti casi la velocità per ottenere una maggior accuratezza del movimento in quanto, nella maggioranza delle attività agonistiche, la velocità è parte integrante del movimento vincente.

Al tempo stesso non avrebbe molto senso accettare un livello di accuratezza molto basso per poter effettuare il movimento in maniera molto veloce. L’atleta dovrà invece trovare il proprio punto di equilibrio ottimale tra accuratezza-velocità in modo da eseguire il gesto nel minor tempo e con la maggior precisione possibili

bliografia  :La combinazione fra movimento e percezione legge DAVID MEYER (1988/1990)

 

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