Pugilato la “bilancia”

Un pugile al quale venga chiesto quale sia l’ostacolo più difficile da superare nella disciplina che pratica, non indicherà come tutti si potrebbero aspettare “l’avversario”, ma quasi sempre la “bilancia”.

Il monitoraggio assiduo del peso corporeo comporta un condizionamento dell’atleta verso la lettura e l’analisi di questo parametro rendendolo dipendente della “relativa valutazione” del proprio peso in ogni giorno e momento della sua carriera , anche nei periodi non prossimi alle competizioni più importanti. Se comunque ha basi di veridicità il concetto acquisito e condiviso da pugili ed allenatori che “gareggiare in una categoria di peso inferiore, sia la chiave per il successo”, non è altrettanto vero per quei casi in cui le pratiche per raggiungere questo risultato vanno a ledere funzioni fisiologiche importanti dell’organismo,con conseguenze negative sicuramente più influenti di quelle positive indotte dal rientrare nella categoria di peso inferiore.

In molti casi i metodi e le tecniche utilizzate per la riduzione del peso corporeo

TERMOREGOLAZIONE

la temperatura corporea si presenta come fenomeno variabile di giorno in giorno e di ora in ora anche se normalmente queste fluttuazioni in aumento o in diminuzione non superano 1 °C (1,8 °F) circa. Solo in occasione di attività fisica impegnativa. e prolungata, in condizioni climatiche estreme di caldo e freddo o in caso di cattive condizioni di salute, la temperatura corporea raggiunge valori che fuoriescono dal range di normalità, ovvero 36, 1-37 ,8 °C.

Gran parte dei carburanti fisiologici trasformati

dall’organismo nel corso dei processi metabolici per la produzione dell’energia (sistemi energetici ATP-PCr; glicolitico; ossidativi) generando calore ovvero la forma elementare dell’energia , quindi tutti i tessuti attivi producono calore che viene utilizzato per mantenere il più possibile costante la temperatura dell’organismo.

Quando si verifica una situazione in cui il calore prodotto dall’organismo di origine metabolica o da esercizio , supera la quantità di calore utile a tale mantenimento e di quello disperso, il risultato è un innalzamento della temperatura corporea profonda. La temperatura ambientale (caldo o freddo) condiziona i processi termoregolativi

Omeotermia: Calore metabolico +/- Calore generato da esercizio +/- Meccanismi Termoregolativi

(conduzione, convezione,irraggiamento e sudorazione)

Durante lo svolgimento di un intenso esercizio aerobico in uomini e donne allenati, l’attività metabolica in aumento

può raggiungere valori (15-20 kcal/min) 20-25 volte superiori rispetto a quelli di

riposo (1,5 kcal circa). Una produzione così elevata di calore è in grado di innalzarela temperatura profonda (centrale)

di 1 ° e ogni 5-7 minuti . La termoregolazione corporea dipende da individualità metabolica;

• dimensioni corporee;

• composizione corporea;

• fattori ambientali (caldo, freddo, umidità).

Il calore corporeo dopo essere stato prodotto o acquisito, per poter essere trasferito all’ambiente, deve trovare accessi verso l’esterno dell ‘organismo. Il mezzo di trasporto fisiologicamente utilizzato,  è il sangue,  che circolando in tutti i distretti corporei, è in grado di veicolare il calore dai siti più interni dell’organismo fino alla superficie corporea (cute) dalla quale il calore può essere trasferito all’ambiente esterno mediante uno dei quattro meccanismi di dispersione:

• I – conduzione;

• II – convezione;

• III – irraggiamento;

• IV – evaporazione.

IL CENTRO DI CONTROLLO DELLA REGOLAZIONE TERMICA: L’IPOTALAMO

L’ ipotalamo è una formazione di tessuto nervoso parte integrante dell’encefalo, che costituisce, assieme alla ghiandola pituitaria , il punto di incontro e di coordinazione dei due grandi sistemi di comunicazione: sistema nervoso (messaggi elettrici e chimici a conduzione veloce) e apparato endocrino (messaggi chimici a conduzione lenta)

situato entro la scatola cranica, regolatore della temperatura corporea e svolge una azione volta a mantenere costante la temperatura.

Quando l’organismo deve provvedere a ripristinare la normale temperatura corporea, si serve di 4quattro effettori

ghiandole sudoripare secernono una soluzione salina (sudore) andando cosi ad inumidire

la pelle. Queste ghiandole sono sotto il controllo ipotalamico, e tanto più la temperatura centrale sarà elevata, tanto più copiosa sarà la produzione di sudore.

Muscoli lisci dei vasi sanguigni, ai quali, quando la cute ed il sangue si surriscaldano, l’ipotalamo invia afferenze sulla muscolatura liscia delle pareti che rivestono le arteriole facendolo rilasciare (vasodilatazione) Si provoca cosi l’aumento dell’afflusso sanguigno verso la cute. Il sangue surriscaldato proveniente dal centro corporeo

raggiunge la cute cedendole calore perché venga in seguito dissipato.

muscoli scheletrici, i quali intervengono nel momento in cui l’organismo necessita di calore. I recettori periferici rilevano un’abbassamento della temperatura corporea,La risposta ipotalamica provvede ad attivare i centri cerebrali che controllano la contrazione muscolare, scatenando un rapido ciclo di contrazioni e rilasciamento involontario dei muscoli scheletrici: tale fenomeno è comunemente conosciuto come “brivido ”. fornendo energie quindi calore Ghiandole endocrine liberano messaggi chimici (ormoni) per far aumentare l’attività metabolica. Un’accelerazione del metabolismo incrementa la produzione di calore, per intervento ad esempio degli ormoni tiroidei.

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