“Ridurre il peso corporeo permette al partecipante di guadagnare un margine competitivo” Una teoria fondamentalmente molto funzionale ed efficace solo se applicata correttamente.

Le diffusissime procedure per la riduzione del peso corporeo da parte pugili  che prevedano le categorie di peso, trovano convinzioni e giustificazioni nella teoria:

“Ridurre il peso corporeo permette al partecipante di guadagnare un margine competitivo”

Una teoria fondamentalmente molto funzionale

ed efficace solo se applicata correttamente.

 

Purtroppo nella maggior parte dei casi non viene ben interpretata, ed invece di trarre beneficio dalla perdita di peso, l’atleta incombe in una serie di effetti negativi che influiscono direttamente sull’efficienza fisiologica dell’organismo.

rimane ancora molto diffusa la consuetudine di perdere la maggior parte del peso corporeo nel periodo imminente alla gara mediante: sovraccarichi in quantità di esercizio fisico, dieta con massiva riduzione dell ‘apporto calorico e vari metodi di disidratazione. I metodi tradizionali sono, in buona sostanza, tutte tecniche che influiscono negativamente sugli equilibri di quegli elementi che permettono invece un’efficiente funzionalità fisiologica; in ordine di importanza: acqua, elettroliti, glicogeno, proteine, massa magra e solo in piccola parte la massa grassa. L’azione di riduzione che incide su questi elementi non garantisce la stabilità del peso che, di fatto, viene subito recuperato nell’immediato post-gara.

pugili si trovano infatti a gestire un andamento fluttuante del peso corporeo, e sono costretti replicare procedure di calo peso rapido in tempi molto ristretti, per svariate volte nel corso di una stagione agonistica. La combinazione della dieta ipocalorica

(apporto di calorie inferiore al fabbisogno energetico giornaliero) con la restrizione o addirittura privazione di liquidi (disidratazione), provoca una serie di effetti negativi all ‘organismo umano, che non inducono l’atleta nelle migliori condizioni fisiche, coinvolgendo di conseguenza anche la componente psichica (minore sicurezza) psicologica

La necessità di perdere peso, per rientrare nella categoria “più conveniente”, induce molti atleti ad una varietà di pratiche nutrizionali non salutari perché prevedono il fatto di evitare cibi specifici o gruppi di alimenti indispensabili e necessari invece per l’apporto del fabbisogno minimo di acqua, vitamine, minerali o macro nutrienti.Misura estrema quella addirittura di saltare i pasti.

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