Pugilato La scelta delle informazioni rilevanti

 

Quando per arrivare ad un modello si esasperano i percorsi, i mezzi e i metodi, rischiando di arrivare a soluzioni artefatte, a modelli da imitare, lontani da quello che invece dovrebbe essere il proprio modello costruito sulle caratteristiche dell’individuo e che, come tale, deve essere trattato. Un individuo è, appunto, qualcosa di unico, con caratteristiche psico-biologiche e un bagaglio di esperienze maturate attraverso percorsi irripetibili. Il Tecnico deve prestare la massima attenzione per capire come agire per costruire una ” bellezza” che nulla ha a che fare con la stereotipizzazione di massa di questi ultimi tempi.

La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre. (Albert Einstein)

Per attenzione si può intendere, in modo molto generale, il tentativo di dirigere l’interesse di qualcuno verso un oggetto o un In modo più preciso l’attenzione può essere descritta come un insieme di processi d che il cervello mette in atto nei confronti degli stimoli che giungono dal mondo esterno attraverso gli organi di senso. Un cervello è un setaccio paragonabile ai setacci utilizzati dai cercatori d’oro . La loro funzione è quella di lasciar passare alcune cose e di trattenerle altre, quelle che interessano. Un setaccio consente di individuare ciò che ci interessa per mezzo della separazione. La natura è piena di crivelli se ne trovano in abbondanza ovunque, è sufficiente essere dei buoni osservatori per vederli. La funzione che svolgono è quella di conferire un ordine a ciò che a prima vista appare disposto casualmente. Se osserviamo una spiaggia ghiaiosa con attenzione ci accorgeremo che la disposizione segue delle linee precise: i ciottoli più grossi avranno la tendenza a essere raggruppati insieme in determinati luoghi, come quelli più piccoli in altri.

Gli individui   si trovano  continuamente a dover elaborare una quantità di informazioni sensoriali troppo elevata per essere in ogni istante consapevole di tutto. Un esempio è quando due persone cominciano a parlare contemporaneamente. Per l’ascoltatore è impossibile seguire il discorso di entrambi. Questo accade perché la quantità di risorse cognitive a disposizione dell’essere umano è limitata. Questa limitatezza risulta particolarmente evidente nella gestione delle informazioni in ingresso che devono essere utilizzate per formare un precetto cosciente i cui contenuti sono poi utilizzati per altre funzioni cognitive, come il ragionamento o le presa di decisione.

Anche la memoria può incidere in modo rilevante sulla prestazione, in particolare nei processi di codifica, immagazzinamento e recupero delle informazioni.

La scelta delle informazioni rilevanti è condizionata dall’azione-obiettivo.

L’importanza della legge di Fitts in ambito sportivo è alquanto evidente. Prendiamo l’esempio di un pugile: a parità di distanza, un jab indirizzato al mento dell’avversario risulterà più lento di un pugno al busto a causa della minor ampiezza del bersaglio. Sempre lo stesso pugile se per impedire che l’avversario eviti il colpo al mento potrebbe eseguire i due movimenti alla stessa velocità, ma in questo caso il colpo al mento perderà di precisione facendo aumentare la possibilità di fallimento. Dato che la riuscita di ogni movimento è frutto di un bilanciamento tra la velocità e l’accuratezza di esecuzione,sarebbe sbagliato rallentare a tutti casi la velocità per ottenere una maggior accuratezza del movimento in quanto, nella maggioranza delle attività agonistiche, la velocità è parte integrante del movimento vincente.Al tempo stesso non avrebbe molto senso accettare un livello di accuratezza molto basso per poter effettuare il movimento in maniera molto veloce. L’atleta dovrà invece trovare il proprio punto di equilibrio ottimale tra accuratezza-velocità in modo da eseguire il gesto nel minor tempo e con la maggior precisione possibili.

Secondo Fitts, quando il movimento è reso più difficile a causa dell’aumento della sua lunghezza o della diminuzione dell’ampiezza del bersaglio da raggiungere, per la sua esecuzione si rende necessaria l’elaborazione di maggiore informazione. Poiché la quantità di informazione che può essere elaborata per unità di tempo è limitata e rimane quindi costante, il tempo necessario all’esecuzione del movimento si allunga, e questa è, schematicamente, la spiegazione che rende ragione del fatto che i movimenti più difficili richiedono tempi di esecuzione più lunghi.Requin (1980) ha calcolato che lo stato di preparazione motoria perde il suo livello ottimale già dopo 150-250 ms, e che il costo temporale pagato per la ripreparazione della risposta motoria è estremamente oneroso. Per una preparazione di circa 300 ms che non sfocia nell’esecuzione, il tempo necessario per la sua ripreparazione è di circa 900 ms

Per poter aumentare la velocità del proprio tempo di reazione, l’atleta dovrà allora ridurre le possibilità di movimento riconosciute all’avversario, diminuendo così anche la scelta delle risposte
il pugile  si trova continuamente a dover elaborare una quantità di informazioni sensoriali troppo elevata per essere in ogni istante consapevole di tutto.  La quantità di risorse cognitive a disposizione dell’essere umano è limitata.
Anche la memoria può incidere in modo rilevante sulla prestazione, in particolare nei processi di codifica, immagazzinamento e recupero delle informazioni.

L’attenzione favorisce la prestazione.

l rapporto tra noi e l’ambiente in cui ci troviamo (ring) è sempre duplice e per questo è necessario un continuo bilanciamento tra le informazioni sullo stato dello spazio attorno e sulla nostra posizione nello spazio. ogni movimento è condizionato da parametri che ne influenzano le modalità di esecuzione.

Per essere un discreto Pugile è necessario immagazzinare il più vasto numero di situazioni possibili, per anticipare la traiettoria dei pugni,e trovarsi al posto giusto al momento giusto per eseguire l’azione in modo ottimale.

Il Pugile  è in grado di manipolare le informazioni essenzialmente attraverso 2 modalità:

1) camuffando le proprie intenzioni;

2) realizzando iniziative per indurre all’errore l’avversario.

Per apprendere queste modalità può essere utile inserire nel programma di allenamento i seguenti accorgimenti:

– aumentare gradualmente il numero degli stimoli;

– variare le possibili soluzioni;

– modificare il concatenamento degli stimoli;

– ridurre progressivamente il grado di compatibilità fra stimoli e risposte.

Il pugile si difende  bene  in base a come esegue l’attacco, pensando alla difesa  fa scoprire l’avversario

Se non si usano le difese  ci si stanca prima e i   pugni  avranno meno possibilità di giungere a segno , i colpi a vuoto stancano  perché la loro corsa deve essere fermata .

Chi applica  la difesa eseguirà meglio il contrattacco  che  è  la  forma  è più  efficace del combattimento .

 

Bibliografia  :La combinazione fra movimento e percezione legge DAVID MEYER (1988/1990)

 

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