L’ASPETTO FISICO, L’ASPETTO TECNICO TATTICO, L’ASPETTO MENTALE.

Analizziamole una per una.

Il talento

è una predisposizione personale che permette al cervello di essere organizzato in maniera tale da poter creare particolari istinti, di tipo fisico, motorio ed emozionale, i quali possono essere espressi in determinate attività. Durante l’espressione di tali attività, il soggetto si renderà facilmente conto di aver una particolare facilità nell’eseguirle.

Il fatto stesso di rendersi conto di essere bravi in ciò che si fa, crea la passione, la voglia di migliorarsi e di mettersi alla prova (stimolando lo spirito di competizione).

Il sacrificio

volersi migliorare o voler diventare migliore sono due cose completamente diverse: quest’ultima richiede sacrificio.

Raggiungere il livello di perfezione richiede di dover allenare assiduamente l’aspetto fisico e tecnico, in modo tale che la pratica dell’attività sportiva torni a donarci nuovamente emozioni.

Le emozioni rappresentano i nostri stimoli, i quali danno un senso alla fatica fisica sopportata dall’atleta, agendo sulla forza di volontà, che lo aiuterà a perseverare verso i propri obiettivi finali.

La passione

passione e sacrificio sono due elementi profondamente correlati: l’uno non può esistere senza l’altro.

La passione è la vera espressione di un sentimento e di un’emozione pura, di una volontà profondamente connessa col nostro io.

Quando abbiamo passione, il cervello è completamente assorto nell’attività che sta eseguendo: nessun altro pensiero trova spazio, ogni senso è focalizzato al fine di dare una completa partecipazione emotiva.

Se qualcuno di voi sta pensando alla fortuna, sappiate che nello sport la fortuna è illusione: basti pensare al poker in cui, gli stessi professionisti, sono d’accordo nel dire che la fortuna è solo una possibile variabile di un gioco programmato e studiato. In realtà non fa la differenza, ti potrà far vincere una partita, ma non ti renderà un campione!

La presenza

altrimenti detto magnetismo animale. Cosa s’intende per presenza?

Presenza rappresenta la capacità di una persona di trasmettere, agli altri, emozioni, la propria determinazione, sicurezza, volontà.

Una persona carismatica è qualcuno che, inspiegabilmente, riesce ad attrarci, è capace di attirare la nostra attenzione, emana da tutti i pori energia.

Vi sarà certamente capitato in vita vostra di conoscere qualcuno carismatico, qualcuno capace di attirare ed assorbire completamente la vostra attenzione.

Inconsciamente alcune persone, durante gli anni, pervengono a sviluppare alcune di queste capacità.

Il loro sguardo incute rispetto, e qualcosa sembra emanarsi dalla loro personalità.

Ad un livello superiore ottengono successo nella vita in una maniera che gli altri direbbero “fortunata”.

Proprio per questo, fin dagli albori dell’Umanità, fin dagli egizi, esiste una “Tradizione” di ricerca di sviluppo del Magnetismo Personale per lo sviluppo di un uomo superiore e migliore, ed esistono anche Società e persone depositarie di queste antichissime conoscenze.

Aristotele, Plutarco, Plinio, Marsilio Ficino, S. Tommaso, Alberto Magno, parlarono di questo sapere che è anche potenza: dell’azione fascinante che un individuo può esercitare su di un altro.

Vi sarete resi conto che sono le emozioni l’elemento che accomuna tutte le caratteristiche di un campione eppure, mediamente, la percentuale di allenamento consacrata allo sviluppo delle capacità mentali di uno sportivo, variano tra il 5-10% del tempo totale.

Partiamo da qualche semplice presupposto:

− il cervello non è in grado di distinguere tra ciò che è immaginato e ciò che realmente viene vissuto

− ogni azione viene registrata e metabolizzata per poter poi entrare a far parte del bagaglio delle esperienze personali che portano insegnamento

− il tempo non esiste: è un concetto prettamente umano che serve a donargli un’identità scandendo ogni giorno della propria vita.

Eppure, in particolari occasioni, il cervello è in grado di elaborare tutta una serie di complesse informazioni in modo tale da risolvere istantaneamente una situazione di panico (basti pensare a quanto poco tempo serve al cervello per riuscire a capire come posizionare il nostro corpo per evitarci di cadere).

Questa è una piccolissima dimostrazione di come l’essere umano utilizzi mediamente solo il 10% del proprio potenziale creativo, logico e risolutivo nella vita di tutti i giorni.

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