Boxe La funzione visiva negli sport di situazione


  • Un’ opposizione produce un incremento delle difficoltà in quanto, oltre a costituire un ostacolo per l’avvicinamento al bersaglio, per il Contatto , per la posizione in cui siamo, obbliga ad azioni difensive .
  • Le strategie per realizzare un controllo visivo in grado di rilevare un numero elevato d’informazioni provenienti da fonti diverse (Orientamento , bersaglio, avversario) a questo punto diventano alquanto sofisticate.
  • Le informazioni visive semantiche vengono recepite attraverso un’attivazione cognitiva di ricerca di indici pertinenti a sostegno dell’attività decisionale; esse permettono all’atleta di interpretare le situazioni e di comprenderne il significato. In pratica si tratta di utilizzare delle strategie cognitive per ricercare attivamente quei segnali che permettono di identificare in anticipo l’azione eseguita dall’avversario
  • Le strategie per realizzare un controllo visivo in grado di rilevare  un numero elevato d’informazioni provenienti da fonti diverse  (Pugno, bersaglio,avversario) a questo punto diventano al quanto sofisticate.
  • S’incrementa in maniera significativa anche il numero delle informazioni da  percepire ed analizzare e chiaramente si espande il ventaglio delle possibili soluzioni e risposte.
  • Il passaggio da uno stadio a quello successivo è contrassegnato dall’introduzione
  • di nuovi elementi: all’inizio ci sono solo i guantoni,poi si aggiunge un bersaglio, successivamente ci
  • si muove con un compagno.
  • Di volta in volta il soggetto  ha dovuto adottare delle strategie  per poter osservare e tenere sotto controllo elementi sempre più numerosi.
  • L’introduzione di nuove fonti d’informazione comporta  l’aumento progressivo dei punti da osservare;  per operare delle risposte immediate ed efficaci bisogna  anche imparare a riconoscere  selezionare le informazioni visive veramente significative eliminando quelle ridondanti ed inutili.
  • Le attività sportive esigono che l’atleta sia in grado di eseguire   simultaneamente sia il trattamento delle informazioni visive  (analisi ed interpretazione della situazione) che la realizzazione della risposta.  Vari autori (Ripoll, Bard, Paillard, Grosgeorge 1982;  Ripoll, Papin, Simonet 1983; Ripoll,Coulibaly 1985; Ripoll, Fleurance, Cazeneuve 1986)  hanno suddiviso le operazioni 3_8
  •  realizzate dall’analizzatore visivo nello sport in due funzioni fondamentali:
  1. la funzione visiva PSICO-SEMANTICA (o più semplicemente SEMANTICA);
  2. la funzione visiva PSICO-SENSO MOTORIA (o più semplicemente SENSO MOTORIA).
    Leinformazioni visive semantiche vengono recepite attraverso
    un’attivazione cognitiva di ricerca diindici pertinenti a sostegno dell’attività decisionale;
    esse permettono all’atleta di interpretare lesituazioni e di comprenderne il significato.
  3. In pratica si tratta di utilizzare delle strategie cognitive per ricercare attivamente quei segnali che permettono di identificare in anticipo l’azione eseguita all’avversario.
  • L’analisi delle informazioni semantiche contribuisce alla riduzione delle incertezze  gestite direttamente dall’avversario, incertezze che possono essere di tipo temporale  (quando si verificherà una determinata azione), spaziale (dove?), esecutivo  (che azione sceglierà l’avversario?).
  • La capacità di analisi e di elaborazione delle informazioni visive semantiche dipende  dall’efficacia delle strategie individuali utilizzate per l’individuazione dei segnali realmente significativi  e pertinenti.
  • Le informazioni visive senso motorie invece, contribuiscono a gestire le funzioni d’interazione motoria  fra individuo ed ambiente e costituiscono il supporto funzionale dell’azione,  garantendo controllo  ed efficacia.
  • Questa funzione permette la regolazione del movimento attraverso l’assistenza visiva  direttarealizzata durante l’esecuzione della risposta; risposta che consiste nel colpire,  schivare,spostarsi, ecc.
  • La funzione visiva senso motoria guida l’atleta nella ricerca di una risposta sul “come”  riuscirà a risolvere una determinata situazione di combattimento o e lo aiuta a stabilire i  parametri esecutivi delle risposte. 3_4 3_5
  • SCELTA – PROGRAMMAZIONE –ANTICIPAZIONE
  • (elaborazione – analisi – interpretazione –decodifica)
  • L’allenamento  tecnico-tattico  tende  a  migliorare  l’associazione  STIMOLO –  RISPOSTA attraverso esercizi che abituano l’atleta alla pertinenza
  • ed alla rapidità delle risposte
  • Comprendere e agire 
  • esiste una relazione conflittuale fra il comprendere (percezione, analisi ed interpretazione delle informazioni) e l’agire (realizzazione delle risposte). Questa conflittualità è dovuta essenzialmente a 4 fattori:
  • 1) limitazioni temporali determinate dalla natura del compito;
  • 2) esigenze di precisione delle risposte;
  • 3) grado di complessità delle azioni;
  • 4) necessità di adattare o di modificare le risposte in base ai mutamenti delle situazioni..
  • Gli imperativi di velocità (limitazioni temporali) sono determinati dalla natura del compito .
  • Le esigenze di precisione possono interessare i fattori esecutivi (predominanza sensomotoria) oppure i fattori decisionali (predominanza semantica).
  • L’atleta, fin dai suoi esordi, si trova ad affrontare sia problemi di natura esecutiva (tecnica) che problemi di natura semantica (tattica) quindi, la formazione tecnica e la formazione tattica devono avere uno sviluppo simultaneo.
  • Precisione – Velocità – Distanza
  •  3_9
  • Precisione – Velocità – Distanza
  • Esiste una relazione inversa fra precisione della risposta (fattori esecutivi) e:
  • – velocità di esecuzione;
  • – distanza (punto d’impatto della palla, lontananza dal bersaglio, ecc.). Esiste una relazione inversa fra precisione della risposta (fattori decisionali) e:
  • – velocità di elaborazione della risposta;
  • – quantità di informazioni da elaborare;
  • – grado d’incertezza dello stimolo.
  • Per quanto riguarda il tempo di elaborazione esso aumenta linearmente in funzione della quantità di informazioni e del grado d’incertezza dello stimolo. Il tempo totale impiegato per la risposta (tempo di elaborazione + tempo di esecuzione) non può ovviamente essere superiore al tempo concesso dalla situazione in atto.
  • Può accadere che il tempo a disposizione venga quasi del tutto utilizzato per elaborare la risposta (caso A); ciò comporta una drastica riduzione del tempo di esecuzione e diventa pertanto impossibile rispettare i parametri di precisione esecutiva.
  • Può avvenire invece che sia il tempo di elaborazione ad essere ridotto
  • (caso B), in questa situazione può verificarsi una risposta affrettata e priva di alcune importanti informazioni.
  • Questa abilità è di fondamentale importanza per coloro che praticano sport ad elevataincertezza.  Essa è condizionata dall’esperienza, dalla capacità di analizzare obiettivamente lesituazioni di  combattimento e dalla capacità di porsi in equilibrio fra due opposte posizioni:azzardo e sicurezza.
  • 3_11 PRESA DI DECISIONE NELLO SPORT 3_9
  • Processi decisionali
  • Per tentare di risolvere il conflitto esistente fra le esigenze del  comprendere adeguatamentela situazione di combattimento e  la richiesta di correttezza esecutiva della risposta cinetica,rispettando  comunque le costrizioni di tempo e di precisione, nel corso di questi  ultimi anni,delle strategie metodologiche che possono essere riassunte in 3 modelli teorici fondamentali:
  • 1)        PEDAGOGIA DEGLI SCHEMI TATTICI
  • 2)        PEDAGOGIA DELLE RISPOSTE AGLI STIMOLI
  • 3)        PEDAGOGIA DEL RAGIONAMENTO E DELLA PRESA DI DECISIONE
  • Pedagogia degli schemi tattici
  •  3_10
  • Questo modello presenta alcun limiti.
  •  -La percezione degli stimoli non è una semplice copia della realtà ma è un processo diriconoscimento  complesso.
  • – Il modello deve essere arricchito da una serie di feedback che servono a confrontare le informazioni  percepite con quelle registrate nella memoria motoria per consentire il continuo adattamento  delle soluzioni programmate.(sparring Condizionato)
  •  In questo modello, l’elaborazione mentale non tiene conto delle tappe fondamentali   del processo elaborativi (anticipazione, processi decisionali,  confronto fra memoria operativa e memoria a lungo termine, orientamento dell’attenzione,  scelta del programma, modulazione dei parametri esecutivi).
  • Il limite di questo modello teorico è quello di apparire “passivo” perché prevede che l’atletareagisca  semplicemente adattandosi agli eventi sulla base delle informazioni ricevute senza operarealcuna  azione per condizionare preventivamente le intenzioni dell’avversario.
  • in altre parole: l’atletareagisce agli stimoli senza provocarli, mentre nella boxe e risulta estremamente importanteelaborare anche iniziative autonome rispetto le informazioni recepite.
  • Il modello teorico di allenamento basato sul ragionamento e sulla presa di decisione  fornisce una soluzione al problema.
  • Pedagogia del ragionamento e della presa di decisione
  • Questo  modello  si  basa  sul  presupposto  che  l’atleta  sia  in  grado  di  elaborare  delle   decisioniautonome rispetto le informazioni percepite durante l’attività sportiva:
  • Le informazioni sono fondamentalmente di 2 tipi:
  • 1)        informazioni non ricercate ottenute cioè senza ricerca attiva e che vengono integrate  nel pianod’azione predeterminato dal soggetto;
  • 2)        informazioni  ricercate  che  sono  rappresentate  da  informazioni  “attese”  che  l’atleta   ricercaattivamente concentrando l’osservazione sui punti strategicamente più importanti.
  • Nella boxe  caratterizzate da un elevato grado d’incertezza, i limiti temporali imposti dalle  azioniconsentono  di percepire solo ciò che viene ricercato attivamente quindi, assume particolare importanza la capacità dell’atleta di realizzare delle ipotesi previsionali.
  • Può accadere però che questo processo di anticipazione sia difficile da compiere a causa  deicomportamenti  dell’avversario che quasi sempre tenta di mascherare le sue intenzioni. Diventaperciò necessario  organizzare delle strategie di seconda o addirittura di terza intenzione perpreparare un’azione che è  stata prevista e provocata appositamente due o tre fasi prima della suarealizzazione.
  • L’atleta è in grado di manipolare le informazioni essenzialmente attraverso 2 modalità:
  • 1)        camuffando le proprie intenzioni;
  • 2)        realizzando iniziative per indurre all’errore l’avversario.
  • Per apprendere queste modalità può essere utile inserire nel programma di allenamento i  seguentiaccorgimenti:
  • –          aumentare gradualmente il numero degli stimoli;
  • –          variare le possibili soluzioni;
  • –          modificare il concatenamento degli stimoli;
  • –          ridurre progressivamente il grado di compatibilità fra stimoli e risposte.
  • 3_13 (1)
Bibliografia
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de l’oeilet de la
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Traitement
des informations visuelles prise de décision et réalisation de l’action en sport
(a cura di Ripoll, H., Azémar, G.), Parigi, Insep-Publications.
Juergen Weineck

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